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Al via Corso Antincendio rischio Elevato (16H)

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 La Formazione nel Polistudio MIA è una cosa serissima e non si ferma mai!

Le nostre attività di formazione sono tantissime e sempre seguite dal nostro corpo docenti di alta qualità e competenza, composto da tecnici, ingegneri e medici della Sicurezza, nonché da avvocati giuslavoristi.

Seguiamo la formazione in presenza nelle nostre aziende partner in tutta Italia, che hanno come priorità la sicurezza sempre, in ogni fase di lavorazione.

E anche online in videoconferenza dove i nostri formatori sono tutti esperti della materia di salute e sicurezza, sempre aggiornati soprattutto sul quadro normativo di riferimento il TUS, il D.Lgs. 81/08 sempre in evoluzione.

Per questo vi invitiamo ad iscrivervi al Corso Antincendio Rischio Elevato Rischio della durata di 16 ore che si terrà nei giorni 11 e 13 Maggio 2022 nella nostra sede del Polistudio MIA Taranto.

Per costi, info, programma e iscrizioni scrivete a info@polistudiomia.it  

I corsi Antincendio forniscono gli strumenti conoscitivi essenziali, teorici e pratici, per permettere a chi è incaricato di attuare gli interventi di Prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione emergenze in attesa dei soccorsi specializzati, e di limitare e/o evitare l’aggravarsi delle situazioni di intervento.

Il corso antincendio si suddivide nella tipologia del rischio, suddiviso tra basso, medio ed elevato.

Il corso Antincendio rischio basso ha una durata di 4 ore consecutive, più la verifica di apprendimento che verrà effettuata attraverso un test scritto finale. Il suo corso di aggiornamento ha una durata di 2 ore consecutive, più la verifica di apprendimento che verrà effettuata attraverso un test scritto finale.  

Il corso Antincendio rischio medio ha una durata di 8 ore consecutive, più la verifica di apprendimento che verrà effettuata attraverso un test scritto finale. Il suo corso di aggiornamento ha una durata di 5 ore consecutive, più la verifica di apprendimento che verrà effettuata attraverso un test scritto finale.

Il corso Antincendio rischio elevato ha una durata di 16 ore consecutive, più la verifica di apprendimento che verrà effettuata attraverso un test scritto finale. Il suo corso di aggiornamento ha una durata di 8 ore consecutive, più la verifica di apprendimento che verrà effettuata attraverso un test scritto finale.

Qualunque sia la vostra richiesta formativa, sappiate che la nostra è quella di eccellenza e lo dicono tutti i feedback che riceviamo dalla nostra folta platea di corsisti che, soddisfatti delle competenze ricevute, continuano a sceglierci ogni giorno.

Ricordate di iscrivervi al più presto, i posti sono limitati.

 

#polistudiomia #safetyfirst #formazione #antincendio  

Quanto ne Sapete di Sprinkler? Sapreste riconoscerli dal loro colore? Scopriamoli insieme

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Lo sprinkler (letteralmente "spruzzatore" in inglese) è un sistema automatico di estinzione di fiammo e fuoco a pioggia; ha lo scopo di rilevare la presenza di un incendio e di controllarlo in modo che l'estinzione possa essere completata con altri mezzi, oppure di estinguerlo nello stadio iniziale (impianti ESFR = Early Suppression Fast Response).

Un sistema sprinkler comprende un'alimentazione idrica e una rete di tubazioni, solitamente posizionate a livello del soffitto o della copertura, alla quale sono collegati, con opportuna spaziatura, degli ugelli erogatori chiusi da un elemento termosensibile.

 In caso d'incendio, il calore sviluppato provoca l'apertura degli erogatori che si trovano direttamente sopra l'area interessata e conseguentemente la fuoriuscita di acqua in goccioline che permette il rapido controllo dell'incendio con il minimo dei danni.

In molte situazioni è sufficiente l'attivazione di meno di quattro sprinkler per spegnere l'incendio. In scenari con incendi che si sviluppano rapidamente (ad esempio in caso di versamento di liquidi infiammabili), possono essere necessari fino a dodici sprinkler per il controllo dell'incendio.

Le tipologie degli impianti antincendio a sprinkler sono molto diversi. Devono essere efficaci in varie situazioni ma nel progettare un impianto occorre fare riferimento a norme tecniche specifiche che disciplinano le diverse componenti del sistema. Infatti, gli impianti antincendio a splinker sono regolati dalla norma UNI EN 12845.

Obiettivo di un impianto splinker è di controllare l’incendio in modo che l’estinzione possa essere completata con altri mezzi, in quanto può essere efficace per estinguere un incendio nella fase iniziale.

Ce ne sono di vari tipologie e sono:
1) Sistemi a umido : I sistemi sprinkler a umido sono i più comuni. La definizione "a umido" indica che le tubazioni sono riempite con acqua in pressione. Il calore sviluppato dall'incendio provoca l'apertura degli erogatori che si trovano direttamente sopra l'area interessata e l'immediata fuoriuscita di acqua che continuerà ad essere erogata dall'alimentazione idrica fino a quando sarà chiusa la valvola di controllo. Da considerare i limiti di applicazione legata alle temperature ambientali e necessità di tracciare le condotte in caso di impianti all'aperto con temperature inferiori a 4 °C.

2) Sistemi a secco: I sistemi sprinkler a secco sono quelli in cui le tubazioni sono riempite con aria in pressione anziché acqua. Un'apposita valvola di controllo, detta "valvola a secco", viene posizionata in un'area riscaldata ed evita l'ingresso dell'acqua fino a quando un incendio provoca l'attivazione degli sprinkler. Con l'apertura degli erogatori l'aria fuoriesce e la valvola a secco si apre. Solo in quel momento l'acqua entra nelle tubazioni e viene erogata tramite gli sprinkler sull'incendio in atto. Il principale vantaggio dei sistemi sprinkler a secco è che consentono di proteggere quegli spazi non riscaldati o refrigerati dove i sistemi ad umido potrebbero non funzionare a causa del congelamento dell'acqua all'interno dei tubi. Nei casi in cui lo standard tecnico relativo all'installazione degli sprinkler non consente l'utilizzo di impianti a secco in ambienti freddi è possibile utilizzare impianti ad umido e riempire le tubazioni con apposite miscele di acqua ed antigelo. 

3) Sistemi a preallarme: I sistemi sprinkler a preallarme utilizzano il concetto base dei sistemi a secco: le tubazioni sono riempite con aria non in pressione e non con acqua. La differenza consiste nel fatto che l'apertura della valvola di controllo è comandata da impianto di rivelazione incendi separato. Affinché l'acqua venga scaricata occorre quindi un doppio consenso (apertura dell'erogatore e intervento dell'impianto di rivelazione). Questi sistemi vengono utilizzati in quei casi dove si temono gravi danni da bagnamento come conseguenza della rottura accidentale di un erogatore o di un tubo. Il vantaggio principale dei sistemi a preallarme è la duplice azione richiesta per il rilascio dell'acqua: l'apertura della valvola di preallarme (comandata dal sistema di rivelazione) e l'apertura degli erogatori sprinkler. Di contro la presenza di un impianto di rivelazione aumenta la complessità del sistema, e quindi la possibilità di guasti, rendendolo quindi meno affidabile degli impianti che ne sono privi. In caso di malfunzionamento dell'impianto di rivelazione non si avrebbe infatti l'apertura della valvola di controllo, e quindi l'erogazione di acqua, anche in caso di incendio. Questo tipo di impianto offre un livello di protezione aggiuntivo contro un rilascio accidentale dell'acqua. Per questo motivo i sistemi a preallarme sono utilizzati in ambienti i cui contenuti possono essere danneggiati dall'acqua, come archivi, depositi di beni artistici, biblioteche con libri rari e centri di elaborazione dati. 

4) Sistemi a diluvio: I sistemi sprinkler a diluvio (attualmente non ancora previsti dalla UNI EN 12845) hanno erogatori privi del tappo e dell'elemento termosensibile e l'acqua è mantenuta a monte di un'apposita valvola la cui apertura è comandata da un sistema di rivelazione incendi separato. A differenza di quanto avviene in un impianto sprinkler con erogatori chiusi, l'acqua viene scaricata contemporaneamente da tutti gli erogatori. I sistemi a diluvio trovano ampia applicazione in industrie ad alto rischio come impianti chimici, depositi di carburante o in hangar di aeroplani laddove si teme una rapida propagazione dell'incendio e pertanto si richiede l'erogazione simultanea di grandi quantità di acqua.

Qualsiasi sia lo sprinkler, ricordate che la temperatura che li fa entrare in azione non è dovuta al loro umore, ma dal loro colore!

Fateci caso e Ricordatelo la prossima volta che ne vedrete uno!

#polistudiomia #sprinkler #antincendio #safetyfirst



COVID-19, verso il superamento della fase emergenziale


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Oggi ci siamo svegliati con una bella notizia! 

La pandemia mondiale da COVID-19 che ha letteralmente stravolto le nostre vite, si avvia verso la sua fase di superamento.

Il Consiglio dei Ministri si è riunito proprio ieri, pomeriggio, giovedì 17 marzo 2022 a Palazzo Chigi, Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi, del Ministro della salute Roberto Speranza, del Ministro della difesa Lorenzo Guerini e del Ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi, ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da COVID-19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza.

COVID-19, SUPERAMENTO DELLA FASE EMERGENZIALE

Misure urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da COVID-19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza (decreto-legge)

Il provvedimento stabilisce:

  1. obbligo di mascherine: viene reiterato fino al 30 aprile l’obbligo di mascherine ffp2 negli ambienti al chiuso quali i mezzi di trasporto e i luoghi dove si tengono spettacoli aperti al pubblico. Nei luoghi di lavoro sarà invece sufficiente indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie;
  2. fine del sistema delle zone colorate;
  3. capienze impianti sportivi: ritorno al 100% all’aperto e al chiuso dal 1° aprile;
  4. protocolli e linee guida: verranno adottati eventuali protocolli e linee guida con ordinanza del Ministro della salute.

Il 31 marzo cesserà lo stato di emergenza Covid-19.
Il percorso per il graduale ritorno all’ordinario prevede alcuni step

  • fine del sistema delle zone colorate
  • graduale superamento del green pass
  • eliminazione delle quarantene precauzionali

Accesso al luogo di lavoro

Dal 1° aprile sarà possibile per tutti, compresi gli over 50, accedere ai luoghi di lavoro con il Green Pass Base per il quale dal 1° maggio eliminato l’obbligo

Fino al 31 dicembre 2022 resta l’obbligo vaccinale con la sospensione dal lavoro per gli esercenti le professioni sanitarie e i lavoratori negli ospedali e nelle RSA; fino alla stessa data rimane il green pass per visitatori in RSA, hospice e reparti di degenza degli ospedali (oggi 2Gplus).

Scuola

Per quanto riguarda la scuola il decreto prevede nuove misure in merito alla gestione dei casi di positività:
 
Scuole dell'infanzia - Servizi educativi per l'infanzia
In presenza di almeno quattro casi tra gli alunni nella stessa sezione/gruppo classe, le attività proseguono in presenza e docenti, educatori e bambini che abbiano superato i sei anni utilizzano le mascherine FFP2 per dieci giorni dall'ultimo contatto con un soggetto positivo.
In caso di comparsa di sintomi e, se ancora sintomatici, al quinto giorno successivo all’ultimo contatto, va effettuato un test antigenico rapido o molecolare o un test antigenico autosomministrato. In quest’ultimo caso l'esito negativo del test è attestato con autocertificazione.

Scuole primaria, secondaria di primo grado, secondaria di secondo grado e sistema di istruzione e formazione professionale
In presenza di almeno quattro casi di positività tra gli alunni, le attività proseguono in presenza e per i docenti e per gli alunni che abbiano superato i sei anni di età è previsto l'utilizzo delle mascherine FFP2 per dieci giorni dall'ultimo contatto con un soggetto positivo.
In caso di comparsa di sintomi e, se ancora sintomatici, al quinto giorno successivo all’ultimo contatto, va effettuato un test antigenico rapido o molecolare o un test antigenico autosomministrato. In quest’ultimo caso l'esito negativo del test è attestato con autocertificazione.

L’isolamento
Gli alunni delle scuole primarie, secondarie di primo grado, secondarie di secondo grado e del sistema di istruzione e formazione professionale, in isolamento per infezione da Covid, possono seguire l'attività scolastica nella modalità di didattica digitale integrata accompagnata da specifica certificazione medica che attesti le condizioni di salute dell'alunno. La riammissione in classe è subordinata alla sola dimostrazione di aver effettuato un test antigenico rapido o molecolare con esito negativo.

Personale Covid
Il personale per l’emergenza viene prorogato fino alla fine delle lezioni e comunque non oltre il 15 giugno 2022. Per la proroga sono disponibili ulteriori 204 milioni, oltre le somme già stanziate.

Strutture dell’emergenza

Il decreto inoltre stabilisce che per il Capo della Protezione civile: cessazione dei poteri emergenziali e attribuzione di poteri per gestire il rientro alla normalità; il Commissario straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell'emergenza epidemiologica COVID-19: è istituita un’Unità per il completamento della campagna vaccinale e per l’adozione di altre misure di contrasto alla pandemia, che si coordinerà con il ministero della Salute. Dal 1° gennaio 2023 il ministero della Salute subentra nelle funzioni.

Ci auguriamo che questo significhi un almeno graduale quanto più tanto atteso, ritorno alla nostra "normalità" o meglio quella che prima del 2020 consideravamo la nostra "semplice e libera da restrizioni della nostra vita quotidiana" .


Qui per chi volessi leggere la normativa di riferimento .
https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-67/19412?fbclid=IwAR3OEgWPMVLCSCoWRM-T2a2gW_sQsMhc-FdoUhPK_8rPKu16hXu6hQtIqeY




#polistudiomia #cessazionestatoemergenzacovid19 #approfondimentotecnico 


Webinar su come cambia il TUS alla luce della L.215/2021. Novità su Formazione e Addestramento

Polistudio MIA vi invita all'evento online di webinar riguardo le novità apportate al TUS D.Lgs. 81/08 dalla L.215/2021.
Faremo focus sulle novità soprattutto in ambito di Formazione e di Addestramento, in quanto interverranno due importantissimi professionisti l'avvocato e giuslavorista Nunzio Leone, da oltre 25 anni esperto conoscitore della materia  e membro autorevole del comitato scientifico e tecnico ASSIDAL, e l'ing. Francesco Mingolla fondatore, CEO del Polistudio MIA di Taranto e del Safety Training Center di Milano,   oltre che esperto formatore con oltre 15 anni di esperienza nel campo della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

L'evento si terrà online venerdì 4 marzo 2022 dalle 16.00 alle 17.30 e per partecipare sarà necessario registrarsi su   https://www.eventbrite.it/e/277467742487

Vi aspettiamo online!

#polistudiomia #formazione #addestramento #TUS #webinar #safetyfirst #sicurezzasullavoro

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Rischio da esposizione ad agenti chimici nelle operazioni di verniciatura

La verniciatura è un’attività industriale ampiamente diffusa in diversi settori, e ne riveste una  rilevante importanza; essa ha infatti lo scopo di rivestire un componente o un manufatto di uno strato di vernice che può avere una duplice funzione: protettiva e/o estetica.


Una vernice, di fatto, è una miscela di prodotti chimici e quindi il rischio associato al suo utilizzo è un rischio di tipo chimico. Tale rischio può derivare da: contatto cutaneo (dovuto, ad esempio, alla manipolazione di sostanze chimiche senza l’utilizzo dei guanti di protezione o con l’utilizzo di guanti non adeguati), contatto oculare (dovuto, ad esempio, al non utilizzo di occhiali protettivi contro gli schizzi dovuti alla lavorazione), inalazione (dovuta, ad esempio, alla non presenza di adeguati impianti di ventilazione e aspirazione, e al non utilizzo di adeguati dispositivi di protezione delle vie respiratorie) e ingestione (dovuta, ad esempio, al fatto di mangiare e/o bere subito dopo aver manipolato delle sostanze chimiche, con il rischio che dei residui di esse siano rimaste sulle mani dell’operatore).


Per tale motivo, l’operatore che esegue un’operazione di verniciatura deve conoscere bene i rischi chimici sia in riferimento al prodotto che utilizza, che al tipo di lavorazione che esegue con quel prodotto.

In merito al prodotto utilizzato, va detto che in ottemperanza a quanto stabilito dal Regolamento 1272/2008 (cosiddetto “Regolamento CLP” che sta per “Classification Labelling and Packaging”) le sostanze chimiche e le loro miscele devono essere classificate, etichettate e imballate secondo precise regole.


In particolare, tali sostanze, devono essere accompagnate da un’ “etichetta di sicurezza”, apposta sul contenitore della sostanza stessa, e da una “scheda di sicurezza” in cui vengono elencate le classi di pericolo e i relativi consigli di prudenza. Elementi molto importanti, presenti sia sull’etichetta che sulla scheda di sicurezza, sono i pittogrammi e cioè dei segnali che indicano in maniera sintetica ma in ogni caso chiara e univoca, i rischi associati a quella particolare sostanza.

In merito invece al tipo di lavorazione, tipicamente una verniciatura industriale può essere eseguita secondo due tecniche diverse: “a spruzzo” oppure “ad immersione”.
Nella tecnica “a spruzzo” c’è un minor costo di attrezzatura, e una maggiore semplicità nella lavorazione, ma ha lo svantaggio di essere più rischiosa per l’operatore: trattandosi di una lavorazione prettamente manuale, essa viene svolta in apposite cabine di verniciatura dove l’operatore entra ed è a diretto contatto con la vernice nebulizzata; il che comporta l’utilizzo obbligatorio di diversi tipi di dispositivi di protezione individuale, tra cui una tuta protettiva integrale e una maschera a pieno facciale con filtri.
Nella tecnica “a immersione”, invece, il processo è più automatizzato e vi è meno contatto dell’operatore con la vernice; i componenti, infatti, tramite un apposito sistema vengono caricati e immersi in una vasca contenente la vernice. In questa lavorazione, quindi, permangono i rischi su citati ma vi è un più basso fattore di esposizione.
Il prezzo da pagare è il maggior costo complessivo e la maggiore complessità tecnologica.

Un brevissimo cenno va doverosamente al fatto che per verniciare esistano due tecniche e che una è più pericolosa per la salute umana, ma più economica, e l'altra meno invasiva per l'operatore ma più costosa come attrezzature.

Indipendentemente da considerazioni su rischi e relativa sicurezza, a seconda del materiale con cui si entri in contatto e della forma del componente, bisogna obbligatoriamente usare una tecnica o l'altra, dotandosi di tutti i DPC e DPI per abbassare il rischio derivante dall’esposizione da agenti chimici.

MR

#polistudiomia #rischiochimico #verniciatura #safetyfirst 




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