Polistudio MIA: Sicurezza all' orizzonte

Non accontentarti dell’orizzonte. Cerca l’infinito, diceva Jim Morrison.

Ed è proprio così anche per noi del Polistudio MIA: l'orizzonte è quella linea che sottolinea l'infinito. Ed è lì che, forse, ci fermeremo quando avremo imparato tutto quello che c'è da sapere sulla Sicurezza sul lavoro!

Sapere, studiare, informarsi e tenersi sempre aggiornati sulle normative del nostro settore della è diventato il nostro mantra.
Perchè solo così possiamo andare lontano e migliorarci ogni giorno.

Buon weekend a tutti gli appassionati della sicurezza sul lavoro, come noi

L'importanza dei DPI della testa: i colori degli elmetti di protezione

Avete mai notato che in un cantiere edile, o su un ponteggio per la ristrutturazione di un edificio i lavoratori indossano sul capo un elmetto? E che a volte il colore di ognuno di loro è diverso?

C’è un motivo essenziale e che oggi vi sveliamo. Innanzitutto spieghiamo cosa sia un caschetto o elmetto di protezione. 

E’ un DPI cioè un dispositivo di protezione individuale di sicurezza disciplinato nel D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i. il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro.

E’ un dispositivo di protezione molto importante poichè ha la funzione di proteggere una parte essenziale del corpo: la testa.  Riguardo ai dispositivi di protezione della testa le linee guida ci ricordano che nell’allegato VIII  del D.Lgs. 81/2008 sono indicati alcuni criteri di sicurezza importanti nella scelta del DPI più idoneo:

- rischi meccanici da caduta di oggetti (capacità del dispositivo di ammortizzare gli urti, di resistere alla perforazione, di resistere agli impatti);

- rischi da schiacciamento (resistenza laterale);

- rischi elettrici (isolamento elettrico);

- rischi termici da freddo – caldo (mantenimento della protezione in condizioni di bassa e alta temperatura);

- rischi da spruzzi di metallo fuso (resistenza alla proiezione di metalli in fusione);

- rischio da ridotta visibilità (colore riflettente o luminescente della segnaletica).

Sempre nell’allegato VIII del T.U. sono indicati i rischi derivanti dall’utilizzo degli elmetti di protezione e i conseguenti fattori di cui tener conto nella scelta dei dispositivi:

- disagio, comfort inadeguato (criteri per la scelta: ergonomia, peso, intercapedine d’aria, adattamento alla testa, ventilazione);

- infortuni e rischi per la salute per scarsa compatibilità, carenze d’igiene, scarsa stabilità ed eventuale contatto con le fiamme (criteri per la scelta: qualità dei materiali, facilità di manutenzione, adattamento alla testa, non infiammabilità, resistenza alle condizioni di utilizzo, conservazione per la durata di utilizzazione);

- rischi derivanti da protezione inadeguata del dispositivo, ad esempio da scelta errata del DPI (appropriata scelta in relazione al tipo entità dei rischi e alle condizioni di lavoro, osservanza delle disposizioni fornite dal fabbricante e delle marcature del dispositivo);

- rischi da uso scorretto del DPI (impiego appropriato del dispositivo ed osservanza delle istruzioni).

Se il Legislatore ne ha previsto l’ uso, va però detto che non esiste una legge per regolamentare e stabilire quali debbano essere i colori da utilizzare per gli elmetti di protezione. Infatti, in un cantiere è possibile indossare secondo la normativa vigente elmetti di qualunque colore.

La legge non stabilisce i ruoli suddivisi in base al colore degli elmetti, poiché si orienta in maniera differente. 

Per scoprire che la reale natura e destinazione dei colori degli elmetti di protezione nei cantieri edili può essere individuata all’interno del dettato normativo previsto dall’articolo 18 comma 1, lettera d), D.Lgs 81/08 e s.m.i. sancisce infatti che, il datore di lavoro deve fornire ai lavoratori i necessari e idonei dispositivi di protezione individuale, sentito il responsabile del servizio di prevenzione e protezione e il medico competente, ove presente.

E’ la normativa di legge, oltre che la consuetudine, che consiglia  allo stesso datore di lavoro di stabilire che tipo di colore deve avere il casco, in riferimento sia alle singole posizioni funzionali dei propri dipendenti, sia al luogo dove operano.

Al di fuori dell’ambiente ristretto dei soli cantieri edili, è comunque presente un sistema di sicurezza, previsto dal decreto ministeriale 442 del 13 luglio 1990, sui colori degli elmetti di protezione da utilizzare per lavori sotto tensione effettuati su impianti elettrici. Secondo questo regolamento si evince molto chiaramente come sui cantieri il personale si distingua per il seguente colore degli elmetti di protezione: Preposto ai lavori, CASCO ROSSO; Operatore abilitato, CASCO GIALLO; Personale ausiliario, CASCO BIANCO.

In ogni caso per quanto riguarda i dispositivi di protezione individuale della testa, le linee guida ci ricordano come nell’allegato VIII del D.Lgs. 81/2008 siano indicati alcuni criteri di sicurezza e prestazionali importanti nella scelta degli elmetti di protezione più idonei e sono indicati i rischi derivanti dall’utilizzo degli elmetti di protezione e i conseguenti fattori di cui tener conto nella scelta dei dispositivi di protezione individuale per la testa.

Inoltre, per evitare di utilizzare elmetti di protezione sporchi, logori e deteriorati, è necessario operare una buona manutenzione con controlli regolari, sostituzione a tempo debito e comunque non oltre la data di scadenza presente sull’elmetto, nonché la rigorosa osservanza delle istruzioni del fabbricante.

Al di là di quelle che possono essere le decisioni del datore di lavoro rispetto alla scelta dei caschi di protezione da utilizzare, c’è da dire che in generale c’è una regola non scritta per cui gli elmetti possono essere suddivisi per colori e indicare specifici ruoli all’interno del cantiere:

·       l’elmetto rosso serve per identificare il capo cantiere oppure l’addetto alle emergenze e alle pratiche di pronto soccorso nel luogo di lavoro;

·       per  l’utilizzo dell’elmetto grigio, solitamente identifica i tecnici impiantisti oppure elettricisti ed idraulici;

·       quello blu è solitamente lasciato ai coordinatori per la sicurezza sia nella fase di esecuzione ma anche in quella precedente di progettazione;

·       quello  giallo va ad identificare gli operai generici e infine quello bianco identifica gli ingegneri, gli architetti e gli altri tecnici addetti alla fase di progettazione.

A prescindere dai colori che vengono usati abitualmente, a volte gli elmetti rossi per esempio, vengono utilizzati anche per coloro che gestiscono delle emergenze in precisi momenti.

Una cosa è certa: di qualsiasi colore sia il tuo DPI, non dimenticare MAI di indossarlo correttamente: può davvero salvarti la vita! 

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Giornata Mondiale del Complimento: il potere della parola come crescita professionale

Il 1° marzo 2021 è stata la Giornata mondiale del complimento e no, non ce ne siamo dimenticati!

Anzi, eravamo impegnati a celebrarla perché soprattutto nei luoghi di lavoro, il complimento, i feedback e perché no, una corretta critica costruttiva, sono importanti per migliorarsi, crescere professionalmente e.. star bene!

Crediamo infatti che un complimento sincero e corretto sul proprio operato, abbia un potere inimmaginabile: può migliorare la giornata e incoraggiare l’autostima e al tempo stesso sicuramente contribuisce anche una maggiore produttività, rafforzando il senso di appartenenza all’azienda.

Una critica costruttiva poi, è ancora più preziosa.

Il contraltare del complimento è la critica. Quando le cose non vanno bene, è importante parlarne per migliorare e imparare dai fallimenti, ma è difficile farlo per la paura di essere male interpretati, di rovinare il rapporto o di subire conseguenze.

Ecco allora qualche consiglio e regola base per gestire al meglio critiche e complimenti:

1)     Relazione: innanzitutto, è importante capire le relazioni fra chi fa un complimento o una critica e chi lo riceve. In azienda c’è un rapporto gerarchico, ma anche il livello di confidenza che si ha con l’altra persona è importante per farsi un’idea su come modulare il tono di voce e effettivamente capire se è il caso di dire o non dire una certa cosa.

2)     Professionalità: complimento o critica devono riferirsi sempre al lavoro e non alla persona, devono essere rispettosi e mai esagerati, e soprattutto farli solo se ci si sente di farli perché sinceri!

3)     Concretezza: per essere davvero efficace, il complimento o la critica deve essere circostanziato e specifico, riferendosi a un episodio concreto più che a una sensazione o un fatto o comportamento accaduto che non abbia prove a supporto.

4)     Disponibilità: è importante essere disponibili a spiegare il complimento o la critica, meglio prendersi il tempo giusto, magari davanti a un caffè o in una call informale.

5)     Riservatezza: è sempre meglio parlare prima con la persona in un momento dedicato: il complimento o la critica è una cosa che può toccare noi e l’altro molto da vicino, ci sarà tempo in seguito per un encomio formale.

I complimenti dal capo, dai propri colleghi o semplicemente al gruppo di lavoro con cui si collabora, fanno sempre particolarmente piacere e un complimento è un mezzo molto potente che favorisce una crescita di sè e una percezione più forte di noi, oltre che farci lavorare con maggiore sicurezza e autostima.

Facciamoci complimenti sinceri, rispettosi e con prudenza, per evitare fraintendimenti: il nostro fine ultimo è capire come il nostro operato sia d’ispirazione per il miglioramento della professionalità di ogni membro del gruppo, in qualsiasi livello siamo inquadrati o qualsiasi mansione svolgiamo.

Polistudio MIA, infatti, fa della sicurezza sui luoghi di lavoro la sua professione e come ci insegna il nostro “Libro Sacro” il Testo Unico sulla Sicurezza sul lavoro (D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81), è importante lavorare in sicurezza ma anche salvaguardare il benessere psicofisico di tutti i lavoratori per essere più produttivi, ottimisti e felici!

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Inizio corso Lavori su Funi - TARANTO dal 9 al 12 Marzo 2021

Polistudio MIA organizza il corso di Lavori su funi a TARANTO il dal 9 al 12 Marzo 2021.

E' rivolto a chi lavora in quota utilizzando di sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi.

Il corso fornisce la preparazione obbligatoria prevista dall’ art. 116, c.2, del D. Lgs. 81/08 e  rivolge sia chi opera direttamente sia ad altre figure interessate (datori di lavoro, personale di vigilanza ed ispezione ecc.), con lo scopo di fornire agli allievi adeguate conoscenze riguardo i rischi connessi ai lavori in quota, le varie tipologie di DPI (caschi, imbracature, connettori), i sistemi di posizionamento e di accesso mediante funi e le rispettive tecniche operative di utilizzo al fine di accrescere il livello di sicurezza dei lavoratori.

In particolare il corso si rivolge a:

  • chi lavora esclusivamente con l’utilizzo di funi: fissaggio reti, movimentazione massi su scogliera, lavavetri su palazzi, pulitura vani ascensori, verniciatura pali o silos, saldatura di tubature/condotte verticali, manutenzione dighe, fissaggio chiodi anticolombi su facciate di chiese o monumenti artistici,
  • chi effettua operazioni speciali di evacuazione soccorso, addetti impianti sciistici, parchi avventura
  • chi si occupa di verniciatura pali di navi
  • coloro che devono eseguire disboscamenti e potature piante alto fusto.

La durata è di 32 ore ed è previsto un aggiornamento della durata di 8 ore.

Per qualsiasi approfondimento su costo, modalità di iscrizione, programma di teoria e di pratica scrivici a info@polistudiomia.it!

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In arrivo il Corso CSP/CSE da 120h dal 12 marzo 2021

Polistudio Mia inizia il mese di marzo con tanti imperdibili corsi!

Oltre ai corsi in azienda con i ns partners e in giro per l' Italia, avrà inizio il 12 marzo 2021 il i Corso di Coordinatore della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione dei cantieri - Corso CSP/CSE di 120 ore.
Il corso si svolgerà in modalità e-learning e in videoconferenza sincrona (quella che definiamo modalità blended).

Scrivici a info@polistudiomia.it per qualsiasi info, costi e calendario didattico e seguici sulle ns pagine social!