Polistudio MIA Safety Training Center di Milano: una passione chiamata sicurezza

Sono tantissimi i corsi sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che si susseguono nella nostra sede del Polistudio MIA Safety Training Center di Milano a cui partecipano moltissimi lavoratori delle più importanti realtà produttive del nostro Paese.

Dai corsi Antincendio al Primo Soccorso, all'addestramento dei DPI di 3° Categoria fino  a tutti i livelli di formazione teorica, sia soprattutto in presenza, che online.

La nostra soddisfazione più grande è vedere l'entusiasmo che trasmettiamo nell'apprendere, negli occhi dei nostri corsisti e questo non può che renderci ancora più fieri del nostro meraviglioso lavoro che facciamo con un'unica grande passione che si chiama... Sicurezza!

Perchè sicuri si vince sempre!

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Pubblicate in G.U. le le nuove disposizioni per il contrasto del lavoro irregolare e per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori

Con l'approvazione in G.U. del Decreto-Legge 21 ottobre 2021, n. 146, vengono modificati alcuni articoli del D.lgs 81/08 in materia di vigilanza, contrasto del lavoro irregolare e per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori (artt.13 e 14).

La vigilanza sull’applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro viene affidata all' Ispettorato nazionale del lavoro in coordinamento con ogni ASL competente per territorio. Inoltre, l'Ispettorato nazionale del lavoro e' tenuto a presentare, entro il 30 giugno di ogni anno al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, una relazione analitica sull'attivita' svolta e i risultati conseguiti nei diversi settori produttivi in materia di prevenzione e contrasto del lavoro irregolare.

Cambiano anche le condizioni necessarie per l'adozione del provvedimento cautelare della sospensione dell'attività imprenditoriale interessata dalle violazioni: 

- al momento dell'accesso ispettivo, quando si riscontra che almeno il 10 per cento dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro risulti occupato senza essere stato regolarizzato (prima era del 20 per cento);

- in caso di gravi violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza del lavoro elencate nell'Allegato I (prima erano necessarie "reiterate violazioni" e nell'Allegato I vengono eliminate le violazioni che espongono al rischio d’amianto e aggiunta " l'omessa vigilanza in ordine alla rimozione o modifica dei dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo");

Si potrà sospendere la parte dell' attività imprenditoriale interessata dalle violazioni o, alternativamente, dell'attività lavorativa prestata dai lavoratori interessati dalle violazioni in caso di mancata formazione e addestramento o mancata fornitura del dispositivo di protezione individuale contro le cadute dall'alto.

L' Ispettorato nazionale del lavoro può imporre specifiche misure atte a far cessare il pericolo per la sicurezza o per la salute dei lavoratori durante il lavoro e per tutto il periodo di sospensione è fatto divieto all'impresa di contrattare con la pubblica amministrazione.

Nelle ipotesi di lavoro irregolare, è previsto il pagamento di una somma aggiuntiva pari a 2.500 euro fino a cinque lavoratori irregolari e pari a 5.000 euro qualora siano impiegati più di cinque lavoratori irregolari.

Le somme aggiuntive, in caso di lavoro irregolare o violazioni di cui all'Allegato I, sono raddoppiate se nei cinque anni precedenti alla adozione del provvedimento, la medesima impresa sia stata destinataria di un provvedimento di sospensione.

Inoltre, si prevede il rafforzamento del Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione nei luoghi di lavoro (SINP) attraverso una maggiore condivisione delle informazioni in esso contenute.

E' prevista, infine, l'assunzione di 1.024 unità nell'I.N.L.e un investimento in tecnologie di oltre 3,7 milioni di euro nel biennio 2022/2023 per dotare il nuovo personale ispettivo della strumentazione informatica necessaria a svolgere l'attività di vigilanza.


Qui il link per consultare tutte le modifiche intervenute https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/10/21/21G00157/sg

#polistudiomia #safetyfirst #sicurezzasullavoro #INsicurosempreINaccettabile

Green Pass obbligatorio in azienda dal 15 ottobre 2021

Dal 15 ottobre scatta la verifica del certificato verde per chi lavora. 

Ecco gli aspetti a cui prestare attenzione per la tutela dei dati dei lavoratori.

Con l’allentarsi della presa di Covid-19 grazie all’aumentare del numero delle persone vaccinate, si sta tornando lentamente alla vita ordinaria, inclusa quella in ufficio o in azienda. Tutto ciò è possibile grazie al green pass, il certificato che si ottiene nel caso si sia guariti da Covid-19, si sia vaccinati o si sia fatto un tampone risultato negativo nelle ultime 48 ore. Tuttavia, sin da subito si sono diffusi usi fuori norma che hanno portato il Garante per la protezione dei dati personali a pubblicare una serie di indicazioni tanto per il settore pubblico che per il privato, cui si sono aggiunte le indicazioni del governo. Il nodo principale resta la difficile gestione dei dati sanitari, vista la necessità di dover bilanciare diverse esigenze come il diritto alla protezione dei dati personali, quello alla salute e quella di ritornare al lavoro.

La fonte normativa è il decreto legge 21 settembre 2021, numero 127 che dispone misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde Covid-19 e il rafforzamento del sistema di screening.

 Le disposizioni avranno efficacia dal 15 ottobre al 31 dicembre fino a nuova modifica, però dal 15 ottobre sia nel settore pubblico sia in quello privato i dipendenti, ma anche gli esterni e i collaboratori, dovranno possedere e mostrare su richiesta il green pass al personale autorizzato.

Ci viene da chiederci se tutti i dipendenti debbano avere il green pass.

La risposta è negativa, in quanto ai sensi del D.L. sopra citato,sono esclusi i “soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del ministero della Salute”(ad. Esempio donne incinte fino al 6 mese di gravidanza, persone con gravissime immunodeficienze, ecc..).

Bisognerà poi procedere al controllo del QR Code del Green Pass, effettuato dal personale designato mediante l’app VerificaC19.

L’app VerificaC19, gratuita e disponibile per iOs, Android e Huawei Store, “mostra graficamente al verificatore l’effettiva validità della Certificazione nonché il nome, il cognome e la data di nascita dell’intestatario della stessa”. I risultati possibili sono tre: schermata verde se il certificato è valido in Italia e in Europa, azzurra se solo in Italia e rossa se non è valida, è scaduta o in caso di errore nella lettura. L’app non necessita di essere connessa a internet durante la verifica se non una volta al giorno.

È importante dunque usare solo l’app ufficiale e non altre e non si può richiedere ai dipendenti di consegnare o inviare il proprio green pass come già segnalato in alcuni casi. Anche se questo snellirebbe le procedure d’accesso ai luoghi di lavoro, non bisogna cedere alla comodità sacrificando i diritti che si vuole tutelare.

Infatti, i dati personali conosciuti dal verificatore e dal datore di lavoro devono essere strettamente necessari a verificare solo la validità del Green Pass.

L’azienda e l’addetto alla verifica sanno solo se il certificato è valido. Il verificatore vedrà solo nome, cognome e data di nascita della persona cui appartiene il green pass per verificare che corrisponda all’identità di chi mostra il documento. Non vedrà invece alcuna informazione sulla sua durata. In questo modo non potrà sapere se il certificato è generato da un vaccino, una guarigione o un tampone, che hanno scadenze diverse. Inoltre, i dati personali citati sono solo presi in visione ma non memorizzati sul dispositivo. Come suggerito nelle indicazioni del governo, nel caso in cui si abbia a disposizione solo il green pass cartaceo, sarà opportuno piegare il foglio in modo da mostrare solo il codice e nascondere i dati personali che non si voglia mostrare.

 

Dobbiamo anche sottolineare che il controllo in azienda non può essere effettuato da chiunque.

In azienda i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle violazioni degli obblighi devono essere nominati con atto formale che prescrive i limiti e le istruzioni relative al trattamento dei dati personali, come previsto dall’articolo 29 del Gdpr. Anche se non vi è la registrazione delle informazioni del green pass mediante l’app, il soggetto incaricato potrebbe sempre decidere di annotare informazioni e dati personali dei dipendenti controllati. Per evitare che ci siano malintesi o abusi è importante che le istruzioni per gli incaricati siano chiare e precise, a garanzia dell’azienda e dei dipendenti.

Mentre se volgiamo lo sguardo al mondo dell’istruzione, gli insegnanti dovrebbero avere un potere di controllo sulla validità del green Pass dei loro studenti, o informarsi laddove si siano vaccinati.

Eppure, di recente il Garante ha sollevato il problema nato da alcune segnalazioni riguardanti insegnanti che cercavano di ottenere dagli studenti, sia minori che maggiorenni, informazioni sul loro stato vaccinale. Premesso che agli studenti dei primi due cicli di istruzione, elementari e medie, non è richiesto neanche il possesso del green pass, la legge al momento non consente al corpo insegnante o al personale scolastico di richiedere informazioni sullo stato vaccinale degli studenti o dei loro familiari e congiunti. Come sottolineato dal Garante, identificare chiaramente gli studenti non vaccinati, per impossibilità o libera scelta, potrebbe favorire dinamiche di esclusione e discriminazione.

#polistudiomia #greenpass #safetyfirst 

Il progetto: INsicuro è sempre INaccettabile

Oggi mercoledì 6 ottobre 2021 si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del progetto #sicurisustrada #sicuriallavoro per presentare il progetto di Assidal +Polistudio MIA sulla Sicurezza Stradale ed in particolare sugli infortuni in itinere che rappresentano, purtroppo, un tragico motivo di infortuni professionali correlati al tragitto casa - lavoro.

Il progetto sarà patrocinato dall’importantissimo supporto di Inail Puglia e dalla collaborazione in team working con Confindustria Taranto.


La volontà è quella di sensibilizzare su questo argomento perchè #insicurosempreinaccettabile !



#polistudiomia #insicurosempreinaccettabile #sicurezzastradale #sicuriallavoro


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